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Bologna, 30/06/2000


DAI DETENUTI DEL
CARCERE CIRCONDARIALE “DOZZA” – BOLOGNA

Nel giorno 24 giugno 2000, in seguito ad una protesta pacifica e corale dei detenuti, colpevoli di sbattere i piatti contro le sbarre, il Comandante delle guardie carcerarie De Bellis, seguito da un manipolo di agenti in tenuta “antisommossa”, si rendeva responsabile di veri e propri “raid puntivi” in tutte le sezioni del carcere, minacciando punizioni notturne per chiunque avesse disatteso i suoi ordini.
Contemporaneamente, dietro ordine dello stesso, venivano oscurate tutte le televisioni, con lo scopo di fomentare la tensione, visto che i TG davano notizie delle proteste nelle carceri e veniva trasmessa la partita di calcio ITALIA-ROMANIA.
Durante i raid numerosi detenuti sono stati puntellati e colpiti dai manganelli degli agenti; di fronte ad ogni cella il Comandante esordiva con le testuali parole: “Guardate che ora entriamo nelle celle e vi massacriamo, lo possiamo fare per legge!” Non limitandosi a questo, il Comandante prometteva punizioni a sorpresa nella notte, ed allo stato attuale non è escluso che questo si sia potuto verificare. Sia durante la notte che nelle prime ore del mattino, si sono verificate umilianti perquisizioni sulle persone e numerose celle sono state poste arbitrariamente sotto “consegna”.
Siamo nuovamente a segnalarvi l’insostenibile situazione che viviamo, a cui da oggi si aggiunge l’intollerabile pressione e terrorismo psicologico portato avanti dal comandante De Bellis.
Ricordiamo che la nostra protesta, ben lungi dall’essere una sommossa, è il disperato tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle disumane condizioni che viviamo, a cui si risponde con una violenza che non si teme definire “legale”. Informiamo che buona parte dei detenuti si trova in “custodia cautelare”, che significa che il verdetto di colpevolezza deve ancora essere emesso. Per quanti ritengano che le carceri siano abitate da criminali incalliti ed abituali, ricordiamo che basta una sola firma di un “presunto pentito” per essere sottoposti sino ad un anno di “carcerazione preventiva” in attesa di giudizio; casi di errori giudiziari e di anonimia che subiscono tale sventura sono tragicamente “cronaca”, non fantasia.
Invitiamo la cittadinanza, le autorità, i politici ad effettuare sopralluoghi, ispezioni e ad interrogare i detenuti sulla veridicità dei fatti sovraesposti, al fine di verificare e rendere pubblica una realtà che nessuno vuole affrontare…

LA PENA PUO’ ESSERE LA PRIVAZIONE DELLA LIBERTA’, NON IL SADISMO, O IL SADISMO E’ LEGGE?
INVITIAMO LA CITTADINANZA A MANIFESTAZIONI DI PROTESTA A PARTIRE DAL 30 GIUGNO 2000!


La situazione delle carceri italiane a maggio 2000:

  • 53.000 persone detenute a fronte di 45.000 posti disponibili
  • 28.000 con condanne definitive di cui 14.000 con pene inferiori ai due anni
  • 25.000 in attesa di giudizio

le tipologie dei 53.000 detenuti

  • 15.097 sono tossicodipendenti
  • 14.803 sono stranieri
  • 1.638 sono malate di AIDS

Nel '99 ci sono stati:

  • 6.500 atti di autolesionismo
  • oltre 900 tentativi di suicidio
  • 93 suicidi
  • 83 decessi
  • oltre 5000 scioperi della fame
  • oltre 4500 episodi di astensione dalle terapie

Una situazione di grave preoccupazione che richiede risposte concrete.

La richiesta di amnistia e indulto non è mossa da un'attitudine pietosa ma deve essere l'inizio di un cambio radicale nell'atteggiamento della società verso il mondo delle carceri.
Chi fra noi può dire di non avere mai avuto problemi con la giustizia, chi si vuole definire giusto, ha l'obbligo morale di considerare quello che succede dietro quelle mura, perché il nostro sistema giudiziario impari cos'è il recupero di chi ha commesso reati.
Crediamo che il momento sia giusto per ripensare la situazione penale nel suo intero; se non si compie uno sforzo verso il recupero, la pena in sé è inutile;
Sollecitiamo una presa di posizione immediata da parte di politici, intellettuali, associazioni, magistrati e avvocati perché venga data risposta alle istanze poste dalle persone detenute.

INIZIATIVE IN PROGRAMMA

  • Venerdì 30 giugno ore 12.30 conferenza stampa in Piazza Re Enzo
  • Sabato 1 luglio ore 10.00 appuntamento di fronte al carcere della -Dozza- in via del Gomito 2
  • Sabato 1 luglio ore 16.00 sit-in davanti al carcere della Dozza

Comitato promotore: Progetto Luoghi Comuni, IDA Iniziativa Donne Aids, LILA Bologna, Movimento Italiano Transessuali, Indalo-Il sogno di Max, ARCI Lesbica, Cassero, ARCIGAY, I.G.D. Iniziativa Giuridica Democratica, Rete Contropiani, Zero in Condotta, Livello 57, Grafton 9, Circolo Iqbal Masih, Coop. Sociale Verso Casa, Coop. Sociale Altercoop, GRUPPO DONNE CONTROPIANI
Hanno aderito: Associazione il Cerchio, ProSol (Progetto Solidarietà), Bambini Cerebrolesi Filadelfia, Rifondazione Comunista, Giovani Coministi e Comuniste, Consulta di Atlantide, Teatro Polivalente Occupato




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