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Le Tute Bianche presentano: Nella notte tra il 20 e il 21 giugno 2001, in corrispondenza del magico Solstizio d'Estate, le statue di Bologna si sono messe a parlare, esprimendosi contro i potenti della Terra che si riuniranno a Genova per il G8. Da troppo tempo costretti al mutismo, i personaggi che popolano le vie e piazze di Bologna hanno parlato esponendo cartelli - per ricordarci qual è la funzione originaria dei monumenti: ammonire, appunto. Comunicare. L'ecocatastrofe planetaria indigna tutti gli esseri sotto la volta del cielo, animati e inanimati, senzienti, non-senzienti e soprattutto dissenzienti. Stranamente, la polifonia dei messaggi è analoga a quella delle molteplici anime del movimento. A metà di via Indipendenza, il generale Garibaldi è sbottato: In Piazza Galvani, l'eponimo scienziato ha dichiarato: Ai Giardini Margherita, l'ex-sovrano Vittorio Emanuele II° si è così espresso: Ai Giardini di Porta Galliera, l'eroe risorgimentale Ugo Bassi, puntando un dito ammonitore, ha intimato: I Partigiani di Porta Lame hanno annunciato: Presso la chiesa dell'Annunziata di Porta S. Mamolo, S. Francesco d'Assisi, In Piazza del Nettuno, il dio dei mari ha tuonato: Gesù Cristo ha abbandonato la croce di via dell'Osservanza non dimenticandosi di avvertire: I caduti del monumento all'VIII Agosto hanno gridato: La "Madonna grassa" di via Saragozza ha lanciato il suo coordinamento: Su Viale Carducci S. Antonio, riferendosi alla celebre reliquia, ha precisato: Infine, con tono decisamente più dimesso, l'ex-premier Minghetti ha bofonchiato: A seguire, le foto dello straordinario evento. |
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