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Il Teatro Polivalente Occupato e l'Associazione Ya Basta! presentano
A open question to Genova: aggredire il lavoro vivo
POSSE Edizioni Castelvecchi.
La presentazione si tiene venerdì 29 giugno, alle ore 21.00, presso il Teatro Polivalente Occupato, Viale Lenin, 3, Bologna.
Intervengono:
- Adelino Zanini, filosofo (Università di Padova) e pubblicista. Curato picato Lessico Postfordista, Feltrinelli, Milano, 2001
- Andrea Fumagalli, economista (Università di Pavia), curatore della collana MAP di DeriveApprodi. Autore del libro Finanza fai da te. Borse e risparmi nel mercato globale, collana MAP, DeviveApprodi, Roma, 2001
- Gianmpaolo R. Capisani: pubblicista e curatore della collana a-change (di prossima pubblicazione: Blaxploitation! Il cinema e la cultura dei neri americani).
- Modera: GianMarco de Pieri, cs TPO
POSSE, rivista diretta dal prof. Antonio Negri, analizza le categorie di lavoro vivo nell'era del postfordismo. Verifica e cerca di validare con inchieste sul campo, le categorie di biopolitica, soggettività, esodo e contropotere. Ossia, vivere nell'era dell'Impero.
Info line: 051/6241854 - 0338/4724500
Fareinchiestametropolitana!
Cosa significa esattamente "Fareinchiestametropolitana"?
Significa anzitutto offrire categorie e concetti che permettano a ciascun soggetto proletario (materiale o immateriale che sia) di organizzare la conoscenza del proprio sfruttamento.
Inchiesta quindi come metodo politico, come riattualizzazione dell'utensileria della conricerca operaista, del "camminare domandando", che diviene necessariamente inchiesta sulle forme di vita, perché oggi è di queste ultime che occorre occuparsi per indagare il lavoro immateriale. In effetti la categoria di "lavoro" come l'abbiamo fin qui utilizzata risulta inappropriata, poiché il lavoro non rappresenta più che una porzione della vita della moltitudine; il lavoro immateriale è altro: è informazione, è comunicazione, è affetti e reti amicali, è un attività altamente cooperativa che può costituirsi unicamente come rete e come flusso e che trova il suo luogo (dal punto di vista spaziale e geografico) nella città o meglio nel territorio metropolitano, all'interno del quale si incrociano l'esistenza e le relazioni sociali e professionali dei soggetti produttivi, che insieme contribuiscono a formare la struttura dei cosidetti Bacini del Lavoro Immateriale.
Ma detto questo, va sottolineato che la valorizzazione capitalistica si trova di fronte a una grave contraddizione: da un lato ha la necessità di controllare e regolamentare le reti della cooperazione sociale, ma è incapace di direzionarle e disciplinarle perché la produzione complessiva dipende dal grado di libertà della cooperazione sociale stessa.
In altre parole l'organizzazione capitalistica del lavoro non riesce a dare forma e non possiede questa capacità produttiva,ma può solo recuperarla, adattarla, sfruttarla e in questo processo tende a sempre più a mostrarsi come recinzione, predazione, espropriazione violenta non più delle comunità tradizionali(come descritto nel Capitale) ma delle forme post-industriali della cooperazione. Ecco il motivo per cui occorre sviluppare l'inchiesta anche in territori in passato non sperimentati dalla tradizione marxista: le forme di consumo, quelle della comunicazione, la produzione di soggettività (le metamorfosi del gusto, della sessualità e della percezione), la creazione/distruzione del linguaggio, etc.
Va tenuto conto a titolo di esempio, che un fenomeno come quello del free-software, esprime una potenza produttiva comparabile soltanto alla Detroit automobilistica dei tempi del fordismo.
E qui concludiamo ponendo quelli che ci sembrano essere i due unici
prerequisiti dell'inchiesta:
- l'orizzonte biopolitico: cioé l'assunzione provvisoria dei caratteri della nuova antropologia della comunità sul terreno produttivo come su quello riproduttivo. Se nel taylorismo i dispositivi erano disciplinari, cioè si esercitavano sui corpi individualizzandoli per renderli utili e docili (con scuole, università, prigioni e ospedali), nel post-taylorismo tali dispositivi si esercitano sulle popolazioni intere in quanto insieme molteplice di corpi, tramite dispositivi che hanno per obiettivo la vita: prolungarne la durata, moltiplicarne le possibilità, evitarne gli incidenti, ecc. ecc.
- La dimensione Imperiale: significa prendere atto della nuova dimensione che il capitalismo maturo ha acquisito internazionalmente, uno spazio senza limiti, nel quale la scala della nazione e del nazionalismo appaiono fuori gioco, (benché la divisione internazionale del lavoro non venga mandata in soffitta, anzi casomai accentuata dalle decisioni del centro) in altri termini l'Impero non può dirsi statunitense, perché è capitalista!
A chiusura valga uno slogan: Lo scopo dell'inchiesta non è l'interpretazione del mondo, ma l'organizzazione della sua trasformazione.
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