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LIBERA UNIVERSITA' CONTROPIANI


Lo stato è quello di Puebla, in Messico. Stabilimento della Kulkdong, azienda di proprietà coreana che produce abbigliamento sportivo per la Nike. La Nike si rifornisce presso un migliaio d'imprese di questo tipo, sparse in 70 paesi del mondo con circa 530.000 dipendenti. Dal Messico, appunto, fino alla Cambogia, passando per la Cina e la Bulgaria; paga media 0,54 dollari a ora per un lavoro settimanale che si può spingere fino alle 75 ore. Alla Kulkdong, nel corso dell'ultimo anno, sono stati licenziati 5 attivisti sindacali colpevoli di aver protestato per le paghe basse e per il cibo scadente della mensa. Il boicottaggio dell'acquisto dell'abbigliamento sportivo Nike da parte di alcuni istituti universitari americani ha permesso il rientro di alcuni dei licenziati e la ridiscussione dei diritti sindacali violati.
"Si, se puede" è il grido che ha accompagnato la mobilitazione internazionale.

Lo stato è quello italiano, la città Genova. Sbarre di metallo alte due metri, lisce e scivolose per impedire qualsiasi scavalcamento, chiuderanno i varchi di accesso alla "zona rossa", vietata al "genere umano", per lasciare spazio al summit del G8 (19-20-21 luglio 2001). Revocate le ferie dei dipendenti degli ospedali cittadini, prenotati 5000 posti letto per iferiti. "Si, se puede".

Paura ed esclusione. Sbarre e sfruttamento legano due "situazioni" geograficamente così lontane. Genova appare sempre più un imbuto dentro al quale far passare il "movimento dei movimenti", per usare un'espressione di Naomi Klein.

Saremo comunque a Genova, insofferenti a qualunque divieto, ma ci interessa anche discutere e capire i meccanismi che governano la globalizzazione dall'alto. In particolare intendiamo costruire un momento di approfondimento per capire meglio cosa è il G8, a cosa serve e come funziona, quali ne sono stati gli sviluppi principali. Aspetti centrali saranno la comprensione del modello di "egemonia istituzionalizzata", i suoi meccanismi di gestione dell'economia mondiale e dei processi di globalizzazione e le contraddizioni interne. Ma ci interessa ancor di più discutere collettivamente intorno ai processi alternativi di globalizzazione dal basso che si stanno sviluppando nei cinque continenti. Il "movimento dei movimenti", nelle sue forme plurali, non si è posto infatti unicamente il problema di contestare le decisioni dei "potenti del mondo", ma anche quello della costruzione di alternative possibili, oltre i periodici vertici dei G 8 o degli altri organismi sovranazionali.



LIBERA UNIVERSITA'

  • Giovedì 5 Luglio ore 21 in via Ranzani:
    GENOVA OLTRE GENOVA. Istruzioni per l'uso"
    Interverranno all'incontro:
    • A. Castagnola, economista esperto di problemi dello sviluppo, membro della Tavola delle Campagne - Rete di Lilliput, autore del libro "Cancellare il debito" (EMI, 2000)
    • M. Pianta, professore di Politica economica all'Università di Urbino,
      collaboratore de "il manifesto", autore del libro "Globalizzazione dal
      basso. Economia mondiale e movimenti sociali" (Manifestolibri, 2001)
    • M. Guarinieri, psicologo, membro del direttivo del European AIDS Treatment Group e di NADIR, associazioni che si occupano del diritto di accesso alle cure per l'AIDS





LIBERA UNIVERSITA' CONTROPIANI

e Bologna Social Forum invitano
Venerdì 11 Luglio ore 18,30 in Piazza S. Stefano


Come farsi un movimento globale
La costruzione della democrazia dal basso
di J. Brecher, T. Costello, B. Smith
DeriveApprodi (Roma giugno 2000)

Alla globalizzazione "dall'alto", quella degli economisti, dei dirigenti d'azienda, dei leader delle nazioni ricche, creata a loro immagine e somiglianza, si contrappone il movimento della "globalizzazione dal basso" emerso a Seatttle alla fine del 1999.
Donne, uomini, gruppi di base, ambientalisti, sindacalisti, associazioni di consumatori hanno saputo unirsi e imporre i loro bisogni. Ma questo primo movimento globale avrà successo solo se riuscirà ad evolvere dalla resistenza alla trasformazione.
Una trasformazione che riguardi, oltre all'economia, la concezione stessa della politica.
Come farsi un movimento globale è una guida succinta che aiuta a capire come sia nata l'occasione di Seattle, quali percorsi e strategie abbia adottato. È un manuale per tutti coloro che intendono scoprire nuovi modi di fare politica. La salute, l'alimentazione, l'ambiente, il reddito sono problemi che appartengono a tutti. La globalizzazione li rende simili ovunque. Come farsi un movimento globale è un manuale per i militanti del XXI secolo.

  • Jeremy Brecher è autore di numerosi libri sul lavoro e i movimenti sociali, "Sciopero! " tradotto nel 1975 e poi ripubblicato da DeriveApprodi nel 1998. Insieme a Tim Costello ha scritto "Global Village, Global Pillage" (prima ed.1998 ) tradotto da Feltrinelli e pubblicato col titolo "Contro il capitale totale" (2000)
  • Tim Costello ha lavorato come camionista e ha svolto attività sindacale. Attualmente è direttore del Massachusetts Campaign on Contingent Work.
  • Brendan Smith è esperto di economia, diritto del lavoro internazionale e lavoro minorile.


Saranno presenti:

  • Jeremy Brecher coautore del libro
  • Giuseppe Bronzini Magistrato del Lavoro
  • Sandro Mezzadra Ricercatore Univ.di Bologna


Seguirà alle 21,00 l'assemblea cittadina del Bologna Social Forum in preparazione della partenza per Genova.

Per info: DeriveApprodi 051 262933 328 2649459 e-mail fas2718@iperbole.bologna.it




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