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AMNISTIA ORA Le carceri italiane scoppiano: 53mila persone rinchiuse in strutture che ne possono contenere al massimo 3Omila, con punte di sovraffollamento altissime in molte città. Le attuali condizioni sono il frutto delle scelte repressive iniziate negli anni 80 con le politiche proibizioniste, proseguite negli anni 90 con la criminalizzazione dell'immigrazione fino ad oggi con le campagne sulla sicurezza, l'europa-fortezza e il di spiegarsi di numerose e nuove tecniche di controllo sociale. Se si pensa che i reati puniti corrispondono al 5% di quelli denunciati si comprende come la crescita della popolazione detenuta sia assolutamente scollegata dal presunto aumento della criminalita'. I pestaggi nel carcere di Sassari hanno fatto (volutamente?) esplodere il bubbone carcere in Italia e sono stati prontamente sfruttate dal Governo e dalla polizia penitenziaria per piegare a loro vantaggio la ristrutturazione del sistema carcerario italiano. L'attuale sistema non è in grado di sopportare un'ulteriore crescita della popolazione detenuta. L'attuale situazione rischia di alimentare il clima di conflittualita' all'interno delle carceri legittimando il rafforzamento del corpo della polizia penitenziaria e l'aumento dei poteri dirigenziali dei direttori delle carceri). Il dibattito politico sulla scelta tra indulto e amnistia, questi giorni, nasconde la necessità di porre rimedio e di chiudere definitivamente il capitolo sicurezza e nuovi modelli carcerari, mentre nelle carceri di tutta Italia tornano le battiture alle inferriate delle celle. Tornano le proteste per denunciare la situazione di degrado della vita dei detenuti e delle detenute e le continue violenze cui sono sottoposti da parte della polizia penitenziaria. Chiediamo quindi che qualsiasi provvedimento di "clemenza" non sia solo per le condanne fino a due anni ma preveda: Amnistia per tutti'e Indulto per le condanne fino a cinque anni. (Uniche misure che possono far efficacemente diminuire le presenze attuali in carcere). Impedire che si riempiano di nuovo. - Depenalizzazione dei reati minori - Abbassamento generalizzato delle pene. - Antiproibizionismo. - Incompatibilita' tra carcere e tossicodipendenza. - Abolizione della carcerazione preventiva. -Incompatibilita' tra carcere e malattia. -Automatismo nella concessione delle misure alternative. -Abolizione dei regimi carcerari punitivi e di alta sorveglianza. -Abolizione dell'ergastolo. -Libertà per tutte le madri con minori. -Chiusura delle carceri minorili. -Chiusura dei manicomi criminali-Incompatibilita' tra carcere e disagio psichico. -Chiusura definitiva con le condanne legate alle lotte degli anni 70 con provvedimenti immediati che facciano uscire dal carcere persone che hanno "pagato" e continuano a pagare per la storia di questo paese. -No al rafforzamento e all'impunita' del corpo di polizia penitenziaria. -Soppressione dei Gruppi operativi Mobili (G()M) e di tutti gli apparati preposti alla repressione violenta delle conflittualità all'interno delle carcen. -No ai finanziamenti miliardari per la costruzione di nuove carceri e alla crescita del business penitenziario. Queste misure inveTtirebbero la tendenza rispetto al clima emergenziale di Tolleranza Zero che ha portato al pacchetto sicurezza. SOLIDARIETA' CON LA LOTTA DELLE DETENUTE E DEI DETENUTI PERCHE' IL CARCERE E' UN LUOGO DESTINATO ALL' ANNIENTAMENTO DELLA PERSONA E COME TALE NON HA RAGIONE DI ESISTERE CORTEO DA PIAZZA MASTAI AL CARCERE DI REGINA COELI MERCOLEDì' 5 LUGLIO ORE 18.00 Centri sociali in solidarietà con la lotta delle detenute e dei detenuti CSA LA TORRE - ROMA -
Roma, 04.7.2000
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