BOLOGNA - Nel giorno 24 giugno 2000, in seguito ad una protesta pacifica e corale dei detenuti, colpevoli di sbattere i piatti contro le sbarre, il Comandante delle guardie carcerarie De Bellis, seguito da un manipolo di agenti in tenuta "antisommossa", si rendeva responsabile di veri e propri "raid puntivi" in tutte le sezioni del carcere, minacciando punizioni notturne per chiunque avesse disatteso i suoi ordini.
Contemporaneamente, dietro ordine dello stesso, venivano oscurate tutte le televisioni, con lo scopo di fomentare la tensione, visto che i TG davano notizie delle proteste nelle carceri e veniva trasmessa la partita di calcio ITALIA-ROMANIA.
Durante i raid numerosi detenuti sono stati puntellati e colpiti dai manganelli degli agenti; di fronte ad ogni cella il Comandante esordiva con le testuali parole: "Guardate che ora entriamo nelle celle e vi massacriamo, lo possiamo fare per legge!".
Non limitandosi a questo, il Comandante prometteva punizioni a sorpresa nella notte, ed allo stato attuale non è escluso che questo si sia potuto verificare. Sia durante la notte che nelle prime ore del mattino, si sono verificate umilianti perquisizioni sulle persone e numerose celle sono state poste arbitrariamente sotto "consegna".
Siamo nuovamente a segnalarvi linsostenibile situazione che viviamo, a cui da oggi si aggiunge lintollerabile pressione e terrorismo psicologico portato avanti dal comandante De Bellis.
Ricordiamo che la nostra protesta, ben lungi dallessere una sommossa, è il disperato tentativo di sensibilizzare lopinione pubblica sulle disumane condizioni che viviamo, a cui si risponde con una violenza che non si teme definire "legale".
Informiamo che buona parte dei detenuti si trova in "custodia cautelare", che significa che il verdetto di colpevolezza deve ancora essere emesso. Per quanti ritengano che le carceri siano abitate da criminali incalliti ed abituali, ricordiamo che basta una sola firma di un "presunto pentito" per essere sottoposti sino ad un anno di "carcerazione preventiva" in attesa di giudizio; casi di errori giudiziari e di anonimia che subiscono tale sventura sono tragicamente "cronaca", non fantasia.
Invitiamo la cittadinanza, le autorità, i politici ad effettuare sopralluoghi, ispezioni e ad interrogare i detenuti sulla veridicità dei fatti sovraesposti, al fine di verificare e rendere pubblica una realtà che nessuno vuole affrontare
LA PENA PUO ESSERE LA PRIVAZIONE DELLA LIBERTA, NON IL SADISMO, O IL SADISMO E LEGGE? INVITIAMO LA CITTADINANZA A MANIFESTAZIONI DI PROTESTA A PARTIRE DAL 30 GIUGNO 2000!